Entrai nell'ufficio della preside. «Siediti» disse, e aggiunse: «oppure potresti venir qua e darmi un pugno, come preferisci.»
Io risposi «no, grazie», come se avessi considerato anche l'altra opzione.
La preside stava per aprir bocca, quando la porta si spalancò. Era Mary. «Preside, aspetti. Sono stata io a chiederle di darmi un pugno...»
«Se ti dico di buttarti da una finestra, tu lo fai?»
«Beh, dipende a quale piano si trova la finestra... comunque la prego, non è colpa sua!»
«Per questa volta niente sospensione, ma manderò una lettera ai tuoi genitori e dopo la scuola dovrete stare in mensa ad aiutare le cuoche. Tutti i giorni!»
«Ok» risposi io.
«Scusi preside, ha detto tutte e due?» chiese Mary perplessa.
«Già, anche te»
Mary stava per obiettare, ma io la fermai: «Arrivederci!» e chiusi la porta dietro di me.
«Ma sei pazza? Guarda che io dopo la scuola non ho mica tempo di aiutare le cuoche!» disse Mary mentre tornavamo in classe. «Non è mica colpa mia!» dissi io.
Mary sbuffò. Quando aprì la porta della classe, trovammo davanti alla cattedra un ragazzo che io e Mary non avevamo mai visto prima.
«Ah, eccoti Mary!» disse la professoressa.
«Ho bisogno di qualcuno del consiglio studentesco che aiuti Kevin durante l'anno scolastico. Sai, Kevin è un nostro nuovo compagno di classe. Hai in mente qualcuno? È un lavoro faticoso, quindi deve essere qualcuno che ha tempo e voglia...» e la professoressa finì il discorso con un occhiata interrogativa.
Mary mi guardò con un sorrisetto diabolico, quasi come se volesse affidare a me Kevin. Ahahahahahah! :-)
Oh cacchio.
Continua...
Lara
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