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lunedì 3 febbraio 2014

Lettera dalla morte

Mamma sono uscita con amici.
Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici.
Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite.
Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici.
Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto.
Quando la festa e finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo.
Io ho preso la mia machina con la certezza che ero sobria.
Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava...
Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco".
Mamma, la sua voce sembra così lontana...
Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando con tutte le mie forze di non piangere.
Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà".
Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocita.
Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire...
Perché le persone fanno tutto questo?_
Sapendo che distruggeranno delle vite?
Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente.
Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di a papà di essere forte.
Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare...
Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva...
La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura...
Questi sono i miei ultimi momenti e mi sento così disperata...
Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente.
Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo...
Ti voglio bene e.... addio...

Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente.
La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva...scioccato.
Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza.
Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo ignori potresti perdere l'opportunità, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo.
Questo piccolo gesto può fare la differenza.

Sono pazza e me ne vanto - capitolo 5

Era sera. O quasi. Era il tramonto. Io e Mary camminavano per la via centrale della città che, stranamente, era deserta. Andavamo alla lezione di karate. Ah, ecco una cosa che non vi ho detto su di me (ma a meno che il vostro cervello non sia ancora evoluto avrete già capito)è che pratico il karate.
Mary si fermò di scatto davanti all'edificio della palestra.
«Mary, che c'è?» chiesi io.
Guardai nella direzione nella quale guardò Mary. Sapete cosa vidi? Un angelo. Un bellissimo angelo sceso sulla terra. La luce del tramonto contornava la sua figura, e lo rendeva più affascinante di quel che era già. Era il volto della perfezione, Dio in persona (sperando che Dio sia bello :-\). Quel ciuffo biondo gli cadeva sulla guancia. Non parliamo dei suoi occhi poi! Azzurri come l'oceano. Se la bellezza fosse il tempo, lui sarebbe l'eternità, la MIA eternità.
Ok, voi non siete poeti, quindi riassumo: ho visto un figo fighissimo!
«Wow!» dissi io senza parole.
Lui si girò verso di noi. "Ciao, siete qui per la lezione di karate?"
«Emh, eheh... sì» risposi io sorridendo.
«Anche io faccio karate. Insomma, oggi è il mio primo giorno. Abito non molto lontano da qui. Piacere, James. James Gry.»
Avrei voluto rispondergli 'Piacere! Sei molto carino, sai? Beh, qualche volta potremmo vederci al parco, o andare insieme a mangiare il gelato. Non vedo l'ora di vederti fare karate, credo sia lo sport giusto per te!'. Invece sapete cosa gli dissi, sapete cosa gli dissi? Niente. Solo Mary ebbe il coraggio di dirgli 'Piacere!' Mary non sembrava tanto interessata al suo fascino.
La lezione passò leeeeenta, perché passai tutto il tempo a fissarlo, ma ne valse la pena. Quando uscì non vidi James, ma speravo con tutto il cuore di rivederlo la settimana successiva.
«'Piacere, James. James Gry.' Non ha un nome favoloso? Oh, sembra uno di quei modelli che si vedono in tv. E poi, quando fà karate... Oh mio Dio che figo! Mi vedo già nel nome 'Signorina Gry'» dissi io tornando a casa con Mary.
«Non è così figo! E comunque, sta certa che non riuscirai mai a sposartelo!» disse Mary con convinzione.
«Perché?»
«C'è un problema. E quel problema ha un nome.»
«Cioè?»
«Debby Swang.»
A questo non avevo pensato. La Swang. Tutte le scuole hanno una snob di turno. La nostra è Debby Swang. Non si lascia scappare un solo ragazzo figo, figurarsi James. Anche lei fa karate, anche se oggi alla lezione non c'era. Ma non riuscirà mai a prendersi lui, è mio! Altro che James Bond, io voglio il mio James Gry!

Continua...

Lara

Love, love, love...


"Io ho conosciuto una persona molto crudele. Si fa vedere bella e simpatica, poi ti trascina con lei e... boom! Inizia a picchiarti, torturarti, e ti fa piangere all'infinito. Poi però ti fidi comunque, e lei ricomincia, senza che tu te ne accorga."
"Oh santo cielo! Ma l'hai almeno denunciata?"
"Non credo che posso, perché ad alcuni sta anche bene essere trattati così"
"Ma come si chiama, scusa?"
"Amore".

E possono passare giorni, mesi e anni, altri treni e altri danni, altre storie e altri affanni, altri amori e altri dolori ma ogni volta che ti rivedrò sarà sempre lo stesso.Sentirò ancora quella lieve fitta allo stomaco, quell’attacco di tachicardia che dura pochi istanti, quel singhiozzo che parte da dentro, quella lacrima che scolora il viso. Non sarà più distruttivo, non mi demolirà dentro, ma farà male. Perché non si dimentica mai abbastanza per riuscire a guardare in faccia il passato sorridendo senza rimpianti.

lunedì 27 gennaio 2014

Moda ragazze... questa la sapevi?

L'abbigliamento, soprattutto nella fascia d'età tra i 12 e i 18 anni, è molto importante. Scegli con cura come vestirti! Ecco alcuni consigli!!!

A scuola
L'abbigliamento scolastico è il più importante!

- Maglietta: Una maglietta alla moda non deve mancare (immagine in fondo). Scegli sempre cose colorate e vivaci, che salta subito all'occhio. Indossa qualcosa di più sportivo nel giorno che hai ginnastica!
Non scegliere magliette troppo esagerate, cioè troppo scollate!

- Pantaloni: Niente pantaloni larghi! A tante ragazze piacciono i jeans, e li approvo a pieno! Ma perché non cambiare? Leggings color jeans (comodi) o molto colorati (immagine in fondo) sono il massimo! (questi ultimi da abbinare possibilmente ad una maglietta bianca o grigia: non devi sembrare arlecchino!)

- Felpa: Cerca di evitare le felpe, ma se siamo in inverno ci vogliono! Segui gli stessi consigli delle magliette.

- Scarpe: Le All Star sono carine, ma troppo poco sportive... scegli le Nike o le Adidas: carine ma sportive! Ricorda! Personalizza le tue scarpe con un abbinamento di lacci molto cool! (immagine in basso)

- Accessori: Consiglio gli orecchini, per chi non ha i buchi quelli finti. Un anello, inoltre, è sempre bello!

Ad una festa
Vi sarà già capitato di andare ad una cena tra amiche o ad una festa, giusto? In questo caso, il vestitino è passato di moda... Leggings, maglietta shic e accessori vari sono sempre i benvenuti! Ecco, ad esempio, cosa mettere nella borsetta:
- Make up
- Cellulare
- Soldi
Per chi non ama la borsetta, nella tasca della giacca consiglio il cellulare, soldi e un lucidalabbra/burrocacao.

Dove trovo tutte queste cose?
Dei bei vestiti si possono trovare nei centri commerciali. Per chi ama lo shopping online, quello è il miglior modo per cercare quello che cerchi!
Ricorda! Guardati in giro, e se vedi dei bei vestiti, chiedi dove lo hanno preso!

Lara (in collaborazione con Mary, che vuole fare il centro moda con me!)

Sono pazza e me ne vanto - capitolo 4

«Shhh!» disse Kevin mettendosi il dito sulla bocca. Eravamo nascosti dietro l'angolo del corridoio. Lui guardava spesso dietro il muro, agitato, sperando che nessuna bidella passasse.
«Cosa?! Mi hai fatto shhh? Non puoi zittirmi, nessuno può zittirmi!» urlai, ma moderando comunque la voce.
«Shhh!» ripetè Kevin. Vidi che non mi stava nemmeno ascoltando, quindi era inutile controbattere.
Ad un certo punto sentì dei passi avvicinarsi. Non potevamo scappare, eravamo in trappola. Vidi un ombra avvicinarsi e ingrandirsi sempre di più. La sagoma svoltò l'angolo e... non avevo mai visto una ragazza urlare così tanto dallo spavento... e soprattutto non mi sarei aspettata che fosse Mary!
«Tu?!» esclamò Mary dopo essersi calmata.
«Tu?! Che ci fai qui?» ribattei io.
«Potrebbe darsi che io abbia dimenticato qualcosa sotto il banco... o forse no. E tu che fai qui?» chiese Mary.
«Vieni, te lo spiego andando giù in aula di scienze» risposi io.
Gli spiegai la storia delle rane, e Mary accettò di aiutarci. Kevin sembrava non notare la presenza di Mary.
Entrammo nel laboratorio di scienze. Kevin si diresse subito verso la fine della stanza, come se sapesse già dove stavano le rane.
«Allora, tu prendi 3 rane in un vaso e le metti nel cassetto delle cattedre delle classi 3A, 3D e 2B» disse rivolgendosi a me.
«Tipa di cui non ricordo il nome, fai la stessa cosa nelle classi 1A, 2C e 3C»
Mary rispose turbata: «si dà il caso che la "tipa di cui non ricordo il nome" si chiami Mary... e comunque, queste povere schifose bestie non moriranno nel cassetto?»
«No, le rane sopravvivono 2 giorni senza cibo. E per l'aria, i cassetti hanno 2 piccoli buchi, e credo che basti per farle respirare...» rispose Kevin uscendo dal laboratorio con altre 3 rane.
Mettere le rane nel cassetto non fu difficile, tranne per Mary, che schifata da quegli esseri "viscidi e ripugnanti" dovette chiamarmi per aiutarla.
Il giorno dopo arrivai in classe. Mi ero quasi scordata delle rane, quando la professoressa aprì il cassetto e... beh, potete immaginare le risate! La rana saltò sulla spalla della professoressa, che ha sua volta saltò con i suoi tacchi a spillo sulla sedia gridando "aiuto, aiuto!"
Mi guardai in giro. Non c'era un alunno serio! Kevin rideva, Dana rideva, Jacky rideva, ma nessuno rideva più di Mary! Ahahahahah! Sarò anche pazza, ma per il sorriso dei tuoi amici ne vale la pena!

continua...

Lara

Time <3

Sapete cos'è il tempo? Una presa per il culo. Ti dicono: "Hai tempo, tranquilla!"
Ma il tempo non ha tempo per regalarti tempo... e non dare mai tempo al tempo: sprechi momenti della tua vita che non ti saranno mai dati indietro...
Quindi, se credi che stare lì ad aspettare tutto il tempo il tempo, stai sbagliando... la vita è una: vivila!

martedì 21 gennaio 2014

Sono pazza e me ne vanto - capitolo 3

«Stupida»
«Stupida te» ribattè Mary, mentre uscivamo dalla mensa per andare a ricreazione.
«Io?! Chi sarebbe la stupida che mi ha affidato la gestione di un tipo che neanche conosco?» dissi io turbata.
«E chi mi a cacciato nel casino per il quale devo stare ogni giorno dopo scuola ad aiutare le cuoche?»
«Non è colpa mia» risposi io con indifferenza.
«E di chi allora?»
«Di una certa ragazza con cui sto avendo una conversazione proprio adesso... difficile che indovini di chi si tratta» risposi io con sarcasmo.
Mary sbuffò. Sapevo che non mi dava ragione, ma non valeva la pena continuare a discutere, sia per me sia per lei.«Comunque la professoressa ha detto che devi andare nell'aula magna per conoscere meglio Kevin. Ha detto che devi andare oggi, e se non vuoi saltarti le due ore di sostituzione, ti conviene saltare la ricreazione» cocluse Mary.
«Ok» e mentre Mary usciva per la ricreazione, io mi voltai e mi diressi verso l'aula magna.
Quando arrivai nell'aula magna trovai un ragazzo seduto al banco che disegnava. Quando chiusi la porta non si voltò nemmeno a guardarmi, ma sembrava esser sicuro di chi fosse entrato.
«Ciao» dissi io a bassa voce. Nessuna risposta.
«Ciao» dissi alzando il volume nella mia voce. Ancora niente.
«Nessun segno vitale da parte tua... stai bene?» dissi io cercando di essere un pò più scherzosa. Il ragazzo invece continuava a disegnare.
«Cosa stai disegnando?» chiesi io. Non volevo veramente sapere quel che stava disegnando, ma iniziava a scocciarmi il suo silenzio.
«Ooh, ma mi senti?»
Iniziavo a pensare che fosse sordo, finché non girò lo sguardo verso di me. Finalmente parlò, ma non disse proprio quello che credevo di sentirmi dire.
«Ti va di rubare qualche rana dal laboratorio di scienze e metterle nei cassetti delle cattedre?» chiese Kevin.
Questa era la proposta più stupida che abbia mai sentito. Ed era così stupida che stavo pensando se accettarla o no...

Continua...

Lara